Axl la sangui-gnaria: Lilith ed Eva i due nuovi volti di Alessandra Mangano A cura di Maria Marchese

In perfetto stile Marchese, ho giocato con le parole, creando la parola macedonia “sanguignaria” — che nasce dalla crasi tra sanguinaria e sanguigna — , per introdurre una nuova stagione di Axl legata sia a diversi presupposti artistici rispetto al passato, sia ad un'indagine che affronta e rivela nuovi personaggi.  

Alessandra Mangano in arte Axl
Alessandra Mangano in arte Axl


Ma facciamo un passo indietro…

Axl aveva iniziato la propria carriera artistica, presentando opere che nascevano dalla sintonia tra china e gessetti colorati; esse volevano essere la narrazione di una sfera cosmica, benché le tele appartenessero a due serie distinte, quella “Attraverso la natura” e quella “Mondo”. L’approccio era, quindi, di stampo universalistico — per intenderci, molto “Nam Myoho Renge Kyo” ; e mentre il Maestro Miyagi insegnava a Danielsan a mettere la cera con la destra e toglierla con la sinistra, Axlsan metteva la china e metteva, poi, il gessetto ahahah —.
In pratica, Axl disegnava con l’inchiostro nero i protagonisti appartenenti al mondo animale, nel primo caso, e alla sfera umana (dove l’individuo veniva raffigurato come un ovale metafisico) , nel secondo; poi, interveniva col gessetto, sfumandolo. Ogni elemento (animale, vegetale e umano) aveva alle spalle un’approfondita ricerca simbolica.
Le composizioni erano ricche di dettagli e con una forte complessità allegorica, tanto che l’artista le accompagnava con una spiegazione analitica.

Opera della serie "Attraverso la natura"; opera della serie "Mondo"
Opera della serie "Attraverso la natura"; opera della serie "Mondo"

Lo switch 


Un giorno, Axl mi comunica di voler togliere il colore dalle tele, raggelandomi.

— Marchese addirittura? — penserete voi.

Sì, l’idea che Axl omettesse il colore coincideva, nella mia testa, con la perdita della magia, della “sofficità”, del valore onirico…
Axl, di fatto, compie quel passo, con la produzione del trittico “Sotto la pelle”, le cui opere sono “Il viaggio” , “La confidenza” e “Nel profondo”.
Quando me lo mostra, inaspettatamente, trovo questo cambiamento molto positivo!
La Mangano, infatti, sostituisce il colore con ombreggiature e tratteggi che denotano una mano grafica pulita, certosina, insomma, veramente convincente.
Quella stessa mano è anche orientaleggiante ed orientata…

— In che senso orientata?— vi verrà da chiedermi.

L’universalismo lascia il posto a identità femminili che, tra le varie caratteristiche, possiedono una sensualità “mangamente hokusayana” — altre parole macedonia da me create per far comprendere, al pubblico, il giro di volta di quest’artista, avvicinando la sua tecnica a quella del manga in chiave Hokusay (il che è tanta roba!) —.
Le nuove tele di Axl parlano, quindi, della donna.
Le donne Axl hanno, talvolta, dei nomi irripetibili, tipo Ixchel (dell’opera Ascesa), e sono legate alle diverse tradizioni mitologiche (Maat, Circe…).
Si susseguono opere, dove la tecnica si affina ulteriormente, alternando pieni e vuoti in maniera netta – o bianco o nero, out out – ma la magia rimane: quel sapiente gioco di chiari e scuri, così finemente miniato da Axl, conduce nelle atmosfere del nerofumo d’autore, che sortisce, ancora oggi, un effetto incantatorio sul pubblico.
Rimangono pregne di significati.
Axl, poi, sembra riavvolgere il nastro con la serie “Sotto la pelle 2.0”, in cui dipinge delle “crasi” tra le opere delle stagioni dell’esordio nel mondo dell’arte; durante questo rewind nasce, anche, la triade “Femminino sacro”.
In questo processo a ritroso, l’artista sembra voler risolvere alcuni passi omessi: con la serie “Sotto la pelle 2.0” , infatti, torna al suo primo amore, la china unita al gessetto, mentre con “Femminino sacro” l’identità femminile lascia il posto ad una sintesi delle esperienze fondamentali della vita della donna (la pratica autoerotica, la maternità e l’incontro/amore con l’uomo).

Nel Febbraio 2025, pubblica la sua seconda raccolta poetica “All'ombra del gelsomino rosso" : come nella raccolta poetica " Il giardino del cuore  ", oggi rieditata per la 3’ volta, le poesie si alternano alle opere d’arte — ed entrambe hanno me come prefatrice —.

— Marchese sei come il prezzemolo… — penserete.
— Siiiii!...e ne sono orgogliosa. — concludo.

Il neonato black&white si avvicenda, quindi, alle poesie; la Mangano, però, realizza dei bozzetti ad hoc. La tela lascia il posto alla carta, laddove la china la fa da padrona, con taluni colpi di rosso. Questa stilizzazione dei soggetti è snella, pulita e contraddistinta da un’eleganza del segno.

Opera " Nel profondo"; uno dei bozzetti di "All'ombra del gelsomino rosso" - poesie di Axl


Il giro di volta: l’abbandono della tela e la sperimentazione dell’acquerello

Con la pubblicazione di “ All'ombra del gelsomino rosso ” , Alessandra Mangano inizia a considerare i bozzetti come opere d’arte — effettivamente lo sono, ma il giro di volta consiste proprio nel concepire l’alleggerimento delle composizioni come una nuova via di sperimentazione — . Percepisco Axl in una fase embrionale, in cui è chiara una metamorfosi in atto, ma è altrettanto lapalissiano che non sia possibile fornire coordinate a riguardo — non sono Schettino giuro! …piuttosto Kirk —.
Il senso della mia affermazione è chiaro: in Mangano, sento e vedo un’evoluzione che non è possibile definire perché questa “perdita di gravità” necessita di un ulteriore periodo di incubazione.
Ve lo traduco in termini pratici.

— Signora Mangano bjour! Prossimo step?
— Ciao Maria, ti mostro una cosa.—.

Bing! La notifica mi avvisa che è arrivato qualcosa sul telefono.
Apro il messaggio e vedo un volto esotico fatto a china e gessetti.
Lì per lì rimango disorientata e perplessa — so che mi serve del tempo per “accettare” un cambiamento —.

— È un nuovo progetto? — chiedo.
— No. Volevo sciogliere la mano ed è uscito questo. — risponde Axl.

Axl continua con questa serie di visi per un periodo.

Opera della serie "Sirene"; opera "La dama nera"


La sanguigna, l’acquerello e la china…

Durante i suoi “scioglimano” , la Mangano s’innamora dell’acquerello: nasce il primo soggetto immaturo, dove l’artista sposa quella tecnica senza, però, conoscerla.
S’informa a riguardo e, con gli strumenti giusti, intraprende…

— Intraprende? Marchese cosaaaaa?¡ — chiederete voi.

Axl accantona la durezza della grafite per la friabilità e la sfumabilità della sanguigna; lo fa spinta dal sentimento, dalla sensazione di rimpolpare, con dolcezza, le bozze, senza sfruttare, però, le caratteristiche della matita rossa. I bozzetti, infatti, rimangono tali, ossia schizzi stilizzati, con le informazioni di base.
Ridurre il bagaglio simbolico ed il carico segnico non ne depaupera il valore, bensì indica un nuovo orientamento: l’illustrazione.
Non sviluppando i dettagli delle composizioni, Axl afferma una cifra esecutoria che la caratterizzi, la propria grafia. Sceglie l’acquerello e la sua imprevedibilità anche per rappresentare una parte inattesa del carattere delle sue eroine.
L’acquerello non concede margine d’errore, peraltro: la partita viene giocata sul campo, considerando gli umori inaspettati dei colori e dell’acqua.
Entra in gioco anche la padronanza nei confronti di questo medium, il cui dosaggio determina il risultato finale. I lavori sono contraddistinti da palette surreali, trasportando l’osservatore nella sfera “aliena”; è possibile individuare un glazing, in cui le stratificazioni ammettono volutamente discromie ed accostamenti illogici. Le gradienti sono spesso repentine e ammettono l’incidente organico come parte di un disegno divino, i contorni non sono mai netti e rispettati, avvalorando la sensazione di libero arbitrio.
E’ immancabile la china, che proclama — io esisto —, con tratti decisi e a volte capricciosi: l’inchiostro perde il rigore delle precedenti stagioni, assumendo un carattere volubile.
Le illustrazioni di Axl possiedono la forza dell’unicità, dove l’imperfezione estetica diventa il tratto saliente identitario.
Il 3 ottobre Axl vola in Sicilia per l’evento “Donas de fuera” : al centro benessere di Saverina Maruca, presenta le opere e le donne inedite di Axl.
Prima che interveniate, vi confermo che Donnas de fueras è una locuzione spagnola; in Sicilia, durante il periodo della dominazione ispanica, venivano indicate così alcune donne misteriose dai poteri soprannaturali.
In seguito, dipinge la serie “Sirene”, “La dama nera” e “Lilith e Eva”.

Lilith e Eva
Lilith e Eva 



Lilith e Eva e le altre…: chi sono le “sanguignarie”

Tolgo le pareti a questo paradiso

Rimane il canto del gallo

Traditore e mendace

Oscilla il mio corpo fra liane arse

E cammino fra loro irriverente


Da “Lilith incontra Samael” di Axl

Ho usato questi pochi versi di Axl sia per spoilerare la pubblicazione di una prossima raccolta poetica “Sono nata dal fiore di Lilith e Eva”, che per orientarvi sulla neonata produzione Axleiana.
L’incontro tra Lilith e Samael avviene in uno scenario inquietante: se di paradiso si tratta, ci troviamo un gallo dal canto bugiardo e liane bruciate — le premesse non sono rassicuranti — ; poi, appare una donna “irriverente”.
Parto proprio da questa figura che non fa la reverenza, non s’inginocchia, non ammicca, non abbassa la testa … : sembrerebbe una donna determinata, tenace, orgogliosa. La storia, però, ce ne parla diversamente.
Nelle varie società — quella del paradiso, quella siciliana, quella milanese, nei mari…— è pericolosa, ingannatrice, eretica, insomma, da eliminare.
La Mangano sceglie di ascrivere artisticamente quelle donne condannate perché colpevoli di aver detto no alle leggi, alle regole che le volevano conformi ad una realtà disegnata dall’uomo e a misura d’uomo, innanzitutto.
Lilith ed Eva, come la Dama nera e le sirene, sono quindi donne “apocrife”, false, da non considerare.
Quando cerchiamo l’etimologia della parola “apocrifo” , però, troviamo i termini nascosto, occulto, riservato agli iniziati. Bene, Axl indaga le protagoniste nella loro parte più misteriosa, aliena, magica, esoterica.
Le spoglia da ogni accezione negativa, illustrando, talvolta, donne con sembianze teriomorfe — nel caso delle Donnas de fuera il volto è per metà gatto, delle sirene metà corpo è pesce — .
Lilith e Eva, in particolare, presentano delle analogie con il ceco Mucha e Klimt: una tendenza verso lo stile liberty, questa di Axl, che già si ravvisava, anche se meno marcatamente, col giro di volta “black&white”.
E mentre gli uomini finiscono, con le barche, contro gli scogli, per seguire il canto delle bellissime sirene — con il virtuale, oggi, finiscono al verde pagando foto osé — e la Dama Nera (tale Isabella da Lampugnano oppure Bianca Maria Scapardone, entrambe bruciate al rogo per stregoneria — ma guarda un po’ — rispettivamente nel 1519 e nel 1526) li seduce nel parco Sempione, profumata di violetta, conducendoli seco, per poi condannarli ad un amore eterno, Lilith decide di stare sopra, durante l’amplesso…
E Axl?
L’ho lasciata mentre pensava ad un nuovo progetto...

Alla prossima by Maria Marchese



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