Adolescenza - Khira Jalil, a cura di Maria Marchese


                      Adolescenza

                         Khira Jalil

             a cura di Maria Marchese

Adolescenza - Khira Jalil


„Ogni essere vivente […] porta in sé una volontà di sperimentare, vivere, espandersi, affermarsi… Nietzsche, che per primo ha capito questa tendenza universale, l’ha chiamata “volontà di potenza”. […] Ciò che invece continua a contare, e sempre di più, è la volontà di potenza in se stessa, purché intesa nel suo senso più ampio, come energia vitale, volontà di creare, di realizzare, di superare gli altri. Dovunque il fattore decisivo resta questo slancio interiore che si presenta come irrequietezza, ambizione, curiosità, coraggio di sperimentare il nuovo, tenacia, voglia di riuscire. Lo si vede già nei bambini, negli adolescenti destinati al successo“

       Francesco Alberoni sociologo

Si affida alla liquida corposità dell’olio, questa volta, l’artista e critica d’arte Khira Jalil , per raccontare la “densità” di una stagione esistenziale, in fieri, contraddistinta, come descrive il saggista e sociologo Alberoni, dalla volontà di potenza: il pigmento oleoso ne scandisce la profondità ma, anche, la fuggevole dignità, intesa nell’accezione, che la vede esperire se stessa, come “valore metamorfico”, attraverso raggiungimenti, costituiti da equilibri delicati e precari, appunto, sfuggenti. Khira, che cesella, nelle tele, in maniera certosina, profili dal sapore primievo, che accolgono, tra i loro lineamenti, l’individuo umano universale, libera, su questo suolo, “polpe piene e fresche” , lasciano presagire la realtà della maturazione. Normalmente, il ricamo dell’artista si manifesta, all’occhio, caratterizzato da una maglia più serrata, i cui arabeschi sono intarsi, nel divenire conoscitivo, miniati, con cura e precisione; diversamente, ivi, l’autrice sceglie un intreccio più morbido, proprio affinché si possa concretare, nell’immaginario reale dell’osservatore, la possibilità di accogliere, tra le palme, la “verdità” di una fruttata carne, che profuma di aspro e dolce, di crescita e desìo ma anche di non finitezza, di un temperamento che ha perduto la durezza dell’involto natale eppure è ancora lontano dall’incarnare il sapore definitivo. La fase adolescenziale serba, in sé, un conflitto, che nasce dal rifiuto del letto natìo e, medesimamente, della dimora adulta. L’artista afferra, quindi, la brama di vita e la indova tra tinte brillanti, intense, vivide, che testimoniano la necessità di sperimentare, mentre la corposità del pigmento oleoso rimpolpa la joie de vivre, intrinseca, addentro quei corpi. Medesimamente, però, Khira Jalil intesse quelle trame cromatiche di sfumature più tenui e mutevoli, che controbilanciano la tensione di quel pieno fulgore espressivo.

Khira, quale docente e madre, oltre che artista dalla peculiare cifra espressiva, che ben conosce le fluttuazioni dell’età fanciulla, riesce, appieno, a vivificare sistole e diastole di questi motti.

Il termine “adolescens”, participio presente del verbo “adolescere”, composto da ad e alere, da un rafforzativo, quindi, che fortifica il valore del nutrire (alere) , parla, appunto, di pietanze eteroglosse, che “abbellano” e conturbano queste giovani pelli. Khira Jalil ha da poco pubblicato il saggio “Art’s Paradigm” , una raccolta di considerazioni critiche, in cui ha raccolto testi, che mostrano la sua visione sull’arte contemporanea, mai avulsa, invero, dall’impegno socio/culturale.

Adolescenza

Oil on canvas, anno 2022








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