SFARFALLIO DI PENSIERI" AGOSTINO CALIGIURI - a cura di Maria Marchese



              a cura di Maria Marchese


“Tutto fu ambito e tutto fu tentato.

Quel che non fu fatto io lo sognai;

e tanto era l’ardore che il sogno eguagliò l’atto.”

            Maia, Laus Vitae, Gabriele D'Annunzio

Nel poema lungo Maia, Gabriele d'Annunzio celebra i passi terraquei di Ulisse: tra fango e mare, i sandali dell’eroe raggiungono un vittorioso acme. Ivi, una cilestrina “laurea” viene posta sul suo capo, per adornare la fermezza di una memoria impalpabile futura.

La povere sollevata, i marossi domati, la malía di sinuosi e venerei canti, nonché lo stridore degli strali… sono fatiche mitigate da inusuali e impalpabili pensieri, lievi e intense farfalle, che, libere, concertano una vorticosa energia: essa concreterà, poi, il glorioso sogno.s

Agostino Caligiuri sembra cogliere l’estro della vampa che vivifica l’animoso temperamento dell’eroe, liberandone le epifanie, come improvvisi e fulminei battiti di ali: all’occhio appare, allora, un fitto componimento, in cui esse nascono, d’emblee, per esplodere, poi, aprendosi, in un crescendo policromatico.

Il digital artist ferrarese sceglie note squillanti, mescidandole in molteplici contrapposti tonali, che attualizzano la verità di un temperamento antico. Il desiderio inespresso diventa, quindi, un cielo di intuizioni festanti.

Agostino Caligiuri racconta una diurna notte esistenziale, dove ciò che lenisce e rafforza è, alfine, la gemmazione di vivi desii.

L’artista era presente alla collettiva “FRAMMENTI DELL’IO” , la cui parte curatoriale è stata seguita dallo storico dell’arte Valeriano Venneri e dalla poetessa e curatrice comasca Maria Marchese, con tre opere: “CAREZZE DELL’ANIMA” , “PICCHI D’ORGOGLIO” e “SFARFALLIO DI PENSIERI” .




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