"LE LUNE DI RUBINO" GIUSEPPE PORTELLA a cura di Maria Marchese

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                "LE LUNE DI RUBINO" 

                    Giuseppe Portella 

                a cura di Maria Marchese



         Sulla riva del mare silente 

                          ..... 

"Quell'uomo, laggiù, certo è un pazzo, 

         O deve essere innamorato, 

   Perché ha l’aria avvilita e contenta, 

     È contento ed è insieme avvilito?

         E la luna guardandolo ride, 

        e con limpida voce dichiara:

     Quello è innamorato ed è pazzo, 

      E per giunta è anche un poeta. "


                    Heinrich Heine


Giuseppe Portella  sa amare come un folle: ebbro, indi, di questo nettare vinoso, pregno di assoluto, arte, umanità… egli poeta la celebrazione pieni e nottivaghi atomi.

L’autore siciliano alluna, infatti, caute e rubiconde effervescenze, distillate da un vitigno esistenziale misterioso e assoluto.

L’artista ghiaccia la fascinosa e femminea consapevolezza dell’astro, in tondeggianti perfezioni: ivi l’occhio percepisce il cauto addivenire di passionali note e l’inviolabilità di un’eterea veste.

Ogni purpureo e fruttato nucleo avvince, amabilmente, la gestazione di una delizia... ella pulsa, nella quiescenza di una prossima genesi.

Giuseppe Portella celebra questo “brindisi” , nell’obrizo di uno spazio prezioso: è una terra cara, personale e altresì universale, seppur adombrata da un dolce arcano.

Queste sanguigne bolle terraquee si baciano e carezzano, sovrapponendosi, mentre altre sembrano giungere, oppure congedarsi.

Un pensiero plastico diamantino ne serba la verità: è l’eternità, quindi, a custodire le essenze delle curviformi evoluzioni.

L’autore li ferma nell’istante, in cui l’equilibrio si chiama estasi.

“ E stai nel mio cuore, e li ti muovi… e voli “. ( Cit. Opera Telesio )

Giuseppe Portella stesso lega l’opera “LE LUNE DI RUBINO” ad una citazione, che elargisce l’euritmia di un vitreo tinnio di calici, che annuncia la vita nel riserbo del cuore.






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