I MAROSSI DI MARIO PICCINNI BAGNANO LA TERRA DI SALVIUS a cura di Maria Marchese




               a cura di Maria Marchese

Dalle saline acque dei due mari, che amano il Salento, nasce il temperamento artistico di Mario Piccinni. 













L'artista dirime marossi e bonacce esperienziali, affrontando così un amabile fìo personale e artistico, che lo ammira sedurre e domare, nel contempo, la fuggevolezza di cilestrini smalti: le mani dell'autore sposano dapprima il carattere inafferrabile del colore per risolverlo, poi, su veli di carta. 

Mario Piccinni 


I FRAMMENTI D'INFINITO nascono nel lontano 2006... per l'artista di Morciano, in quell'anno, ha inizio questo dolce calvario, che trova concretezza in un'illimitata sequela di azzurri versi terraquei. 

Essi si risolvono in impalpabili spazi, che coinvolgono il ciglio e l'animo per l'indomo e intenso sovrapporsi di delicate velature tonali; sinuosi e inattesi nastri di colore si annodano, si sopraffanno gli uni gli altri, si baciano e separano, si sposano... addivenendo a profondi stati d'animo estetici. 

Il pensiero è involto in ogni perla di questo rosario d'autore, sospeso tra sacro e profano. 

Il 5 Dicembre, Mario Piccinni affiancherà, con le proprie opere, la cittadinanza di Salve, in occasione dell'evento "NATALE NEL BORGO" . 

Le leggenda vuole che il valoroso Salvius, nel 267 a. C. ottenne i trenta ettari di terra, che costituiscono oggi il suolo del paese, per i vittoriosi raggiungimenti sul campo di battaglia. 

Gli ondosi motti estetici dell'artista salentino bagnano allora quella terra, pregna di storia, cultura, natura incontaminata, tradizioni... 

Mario Piccinni suggella così il profondo legame con le proprie radici: la levità di quell'umana prece abbraccia la pietra, il solco e il seme, l'ulivo, le pagine e la tela.. . 





Salve si possono, infatti, mirare le lìame e le paiare, in piazza Concordia spicca l’elegante Palazzo Carida Ramirez, la Chiesa Madre di San Nicola Magno, la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, il cui interno, piccolo e intimo, è pregno di spiritualità ed è impreziosito, ai due lati, da affreschi della seconda metà del Cinquecento, rappresentanti l’Annunciazione e il Giudizio Universale nonché la Cappella di S. Teresa, al, cui interni si trova una preziosa riproduzione della Santa, realizzata in cartapesta, dall'artista Giuseppe Manzo. 

Dalla sacralità e dalla mirabile edilizia si passa alla rispettosa devozione per i frutti della terra: in tal senso, è necessario visitare il frantoio ipogeo “Le Trappite”, un reperto di archeologia industriale del Seicento completamente costruito sotto il suolo.

L'eco della molitura delle olive, lo stridore delle ruote dei carri, che le trasportavano sin lì, il calpestio del selciato da parte di uomini e animali sono ancora custoditi in quell'ancestrale nicchia. 

Salve è altresì una rada ricca di reperti archeologici, che testimoniano la presenza di civiltà umane nel territorio  già 70.000 anni fa: vi troviamo infatti una grotta preistorica e un villaggio di epoca messanica, abitato dal 1550 a.C. fino 1400 a. C. .

Il nucleo si distingue anche per la volontà di preservare la tradizione artigiana della tessitura, con telai orizzontali a mano, di cui vanta una collezione di molti esemplari del Seicento, tutti perfettamente funzionanti.  

La soria d'amore e arte, di Norman e Patient Grey, vale altresì la pensa di essere ascoltata... 

L'evento del 5 Dicembre vuole sottolineare un necessario amore e senso di appartenenza verso questo caro "loco natìo". 


Per prenotazioni visite 

Cell 3405897632



Si ringraziano il sindaco Francesco Villanova, Luna Diana Eymess e Cosimo Primavera, rispettivamente presidente e vicepresidente della Proloco di Salve, Ruggiano e Marine, la Regione Puglia, la Unpli, l'Amministrazione Comunale di Salve, che hanno fortemente voluto e sostenuto questa manifestazione. 


Nella locandina sono presenti il programma della giornata e tutti i riferimenti del caso. 






















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